giovedì 21 luglio 2011

La diversità di De Laurentiis, un mondo di giocherelloni e Moratti presidente per caso


LA DIVERSITA' DI DE LAURENTIIS - Aurelio De Laurentiis è certamente un presidente avveduto come dimostra la parabola del Napoli, preso in C1 e sbarcato in Champions League, e il bilancio sano della società. Anche un economista di chiara fama come Marco Vitale l'ha citato come buon esempio da seguire. Qualche volta, però, il si fa prendere un po' la mano. E' successo, ad esempio, nella vicenda della lite a distanza con il ct della nazionale uruguayana Tabarez sull'utilizzo di Cavani nella finale di Coppa America. “Non provassero a farlo giocare che faccio loro una causa che non finisce più. Noi non scherziamo: li ammazzo tutti...” ha detto il numero uno partenopeo. Altro che G14, Blatter e accordi assicurativi a tutela dei club. I dirigenti di Real, Barcellona e delle altre big da anni a caccia di indennizzi? Tutti dilettanti. Bastavano le parole giuste dette al momento opportuno. Chissà che paura si sono presi a Montevideo, dove stanno preparando l'appuntamento con la storia. E chissà cosa ne pensa lo stesso Cavani che probabilmente sacrificherebbe ben più di un ginocchio pur di vincere la Copa nello stadio dei rivali storici dell'Argentina. Ma tutto questo a De Laurentiis non importa. Lui è un innovatore: se Cavani gioca li ammazza. L'avesse detto con indosso la maschera da leone c'era il rischio che lo prendessero sul serio...

UN MONDO DI GIOCHERELLONI – Ci deve essere un virus che gira per i campi di calcio italiani e che impedisce a maturi (e adulti) professionisti di rendersi conto di quello che fanno. Già ne era rimasto vittima Gattuso con la storia dei cori contro Leonardo costatagli un buffetto e l'ammirazione sconfinata della curva (a proposito, si sottolinea la sentenza di condanna che a Milano ha chiuso il processo agli ultras che ricattavano il Milan in attesa che anche le altre società sotto schiaffo dai capi curva facciano arrivare denunce alle diverse procure d'Italia). Ora tocca al tecnico del Verona Mandorlini. Passi per il coro anti-Salernitana con sgradevole retrogusto razzista, ma la giustificazione davvero offende l'intelligenza dell'uomo normale. “Doveva essere una cosa simpatica e spiritosa. Era presente anche il sindaco Tosi e volevamo fare due risate” ha spiegato Mandorlini. Ecco, appunto. I calciatori e i politici, le due categorie meno stimate d'Italia in questo momento. Ma è proprio così difficile comportarsi in maniera civile?

UN PRESIDENTE PASSATO PER CASO – Se non fosse perché il calcio d'estate va preso per quello che é, dunque solo poco più di uno scherzo, ci sarebbe da preoccuparsi ad ascoltare le parole di Moratti sul futuro di Sneijder. Va o resta? “Non lo so, me lo chiedo anch'io se resterà” ha risposto il numero uno della Saras all'ennesima domanda sul tormentone dell'estate nerazzurra. Capito? Lui, che paga e decide le strategie dell'Inter, non lo sa ma spera che resti. Proprio come il sciur Brambilla che sotto l'ombrellone sfoglia nervoso la Gazzetta tutte le mattine e che dopo aver letto le parole del padrone sarà stato preso da un dubbio feroce. Se non lo sa Moratti chi deve saperlo? E se Moratti non lo sa ma spera ed è lo stesso Moratti che – dopo l'addio di Leo – voleva Mihajlovic ma alla fine è arrivato Gasperini, chi comanda all'Inter? Domanda legittima visto che un presidente che si comporta come uno che passa per caso serve, forse, solo per ripianare i buchi che fanno gli altri. Quanto costa? 361 milioni di euro solo nelle stagioni post-Calciopoli, quelle del Moratti “che ha imparato a non buttare via soldi”. Evidentemente a lui va bene così.

Giovanni Capuano

1 commento:

  1. Speriamo che tutte le squadre denuncino eventuali capi ultras; e speriamo che dopo averli denunciati non ci vadano a festeggiare insieme eventuali vittorie.

    RispondiElimina