lunedì 4 luglio 2011

CLAMOROSO: nelle parole di Palazzi la spiegazione del perché Moratti potrebbe tenersi lo scudetto


Il veleno potrebbe essere nascosto in una parolina scritta a pagina 70 delle 72 pagine con cui Palazzi ha distrutto l’Inter e la memoria di Giacinto Facchetti. Una parolina messa non a caso lì, alla fine di una lunga serie di considerazioni sulla titolarità della decisione ultima sull’eventuale revoca dello scudetto 2006. La parolina è “... ammissibilità...” e Palazzi la inserisce per spiegare quale sarà il primo ostacolo che la Federazione, in nome di un “interesse qualificato” la cui sussistenza viene giudicata “fondata e ragionevole”, dovrà superare per decidere cosa fare dello scudetto della discordia. Scrive Palazzi che la Federazione farà bene ad acquisire gli atti da lui prodotti per “... poter più compiutamente valutare l’ammissibilità e, quindi, l’eventuale fondatezza della richiesta formulata dalla società Juventus Fc...”. A caldo tutti si sono fermati a sottolineare il richiamo di Palazzi alla possibilità per la Figc di giudicare e, presumibilmente, togliere lo scudetto all’Inter.

Invece le motivazioni del Procuratore federale dicono anche altro e potrebbero clamorosamente spianare la strada alla mancata revoca per Moratti e per l’Inter. Poche righe sopra, infatti, lo stesso Palazzi spiega che non tocca a lui ma alla Federazione pronunciarsi a causa della prescrizione che ha reso non procedibile disciplinarmente il presunto illecito dell’Inter e rifacendosi al parere consultivo dei saggi che il 24 luglio 2006 misero nero su bianco che il titolo di Campione d’Italia tolto alla Juventus andava riassegnato all’Inter.

E cosa scrivevano allora Aigner, Coccia e Pargolesi? Argomentavano che in caso di perdita dello scudetto da parte di una squadra non per sentenza di revoca ma per effetto di una penalizzazione (il caso della Juventus per la stagione 2005-2006) il titolo di campione d Italia veniva “automaticamente acquisito dalla squadra risultante prima classificata in base alla nuova classifica” (in questo caso l’Inter) e che la Figc aveva il potere discrezione di deliberare la non assegnazione del titolo di Campione d’Italia se “...alla luce di criteri di ragionevolezza e di etica sportiva (ad es. quando ci si renda conto, ancorché senza prove certe, che le irregolarità sono state di numero e portata tali da falsare l intero campionato, ovvero che anche squadre non sanzionate hanno tenuto comportamenti poco limpidi)...”.

In nessuna parte del parere si parlava di possibilità discrezione di revoca. E in nessuna parte del Codice di Giustizia Sportiva si prevede la possibilità di revocare un titolo al di fuori di un procedimento disciplinare. La tesi difensiva dell’Inter messa nero su bianco dal Presidente Emerito del Consiglio di Stato Marzio Egidio Schinaia, ricordato dallo stesso Palazzi, punta dritta alla ‘falla’ presente nel diritto sportivo odierno. Palazzi, però, al termine della sua durissima requisitoria potrebbe aver fornito un assist ad Abete e a quanti all’interno del Consiglio federale non vogliono decidere se stare con Moratti o con la Juventus.

Giovanni Capuano

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