L’incubo dello sport italiano è che alla fine Mario Monti decida di non mettere la sua firma sotto il documento di garanzia che il governo italiano deve presentare entre il prossimo 15 febbraio a sostegno della candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020. Un pessimismo che serpeggia malgrado le rassicurazioni fornite al Coni e i numeri contenuti della relazione della commissione Fortis presentati allo stesso Monti e ai ministri competenti a inizio gennaio. Da allora il presidente del Consiglio non si è sbilanciato se non garantendo una risposta entro i termini imposti dal Cio: meno del minimo sindacale tanto da spingere il Comitato organizzatore e la Fondazione Roma 2020 a lanciare un vero e proprio appello sottoscritto da sessanta campioni dello sport italiano.
